martedì 12 dicembre 2017

Martina Roccaforte

Martina Roccaforte

Nel mio percorso,oramai ventennale,nel mondo del volley ho avuto modo di incontrare e conoscere svariati tipi di persone.
C'è chi ha passato con me solamente qualche ora e c'è chi è rimasta amichevolmente al mio fianco nel corso degli anni.
Conosco Martina solo da qualche settimana ma mi ha sin da subito rapito la mente,prendetevi 10 minuti del vostro tempo e se amate le parole "sport" e "amicizia" non perdetevi una sola riga di quanto sto per pubblicare.
Procediamo,c'è tantissimo da raccontare!

Quando nasce la tua passione per la pallavolo, ma soprattutto quando e perché hai iniziato a sognare di diventare quello che sei oggi?
"Innanzitutto devo dire che provengo da una famiglia di sportivi, i miei genitori hanno sempre praticato sport agonistico, per cui io sono stata cresciuta con questi valori e con la concezione dello sport come “palestra di vita”.
A tre anni ho iniziato con il nuoto, ma dopo qualche anno ho capito che lo sport individuale non mi dava le emozioni che cercavo. 
Tra gli sport di squadra la pallavolo era quello che mi incuriosiva di più e senza grandi pretese sono entrata nel suo bellissimo mondo… e non ne sono più uscita! 
La pallavolo mi è piaciuta fin da subito: già a 10 anni oltre al minivolley, giocavo in Under14 e mi allenavo con la serie C. 
Quell’anno tornavo a casa sempre entusiasta degli allenamenti e una sera ho detto: “Papà, quando sarò grande e non giocherò più, il mio sogno è diventare allenatrice!” 
 Ma mai avrei pensato che questo sogno divenisse realtà solamente qualche anno dopo."
Come avete sicuramente capito oggi con la mia bella ospite voglio affrontare il mondo della pallavolo dal punto di vista di chi allena.
Ma non è solo questo,scoprirete che Martina è una ragazza meravigliosa in ogni cosa che fa.

Quale è stato il tuo percorso per arrivare sino a dove sei oggi,cioè alla Pro Patria(il top del volley a livello giovanile)?
Raccontami la tua esperienza ad esempio all'esame federale, come è andato e cosa è successo immediatamente dopo.
"A 18 anni a causa di un problema alla schiena ho subito un intervento e alla fine dell’iter di guarigione ho capito che non avrei più potuto giocare.
Una notizia difficilissima da accettare per una come me che faceva sport praticamente da sempre!
Una sera per caso sono andata a prendere mia sorella minore agli allenamenti di pallavolo e il suo allenatore mi ha chiesto se potessi dargli una mano con le sue squadre.
Senza pensarci due volte ho accettato e da quel giorno è iniziata la mia escalation.
Qualche mese dopo mi sono iscritta ai corsi federali. Il mio è stato un azzardo, avevo 19 anni (ancora non avevo nemmeno la patente!!), continuavo a ripetermi che era solamente un tentativo e che se non avessi superato gli esami, sarei tornata alla mia routine di universitaria.
Esito degli esami: uno dei punteggi più alti e i complimenti dei Docenti Federali.
Poco dopo è arrivata la chiamata di Pro Patria e in quel momento ho capito che il mio sogno era veramente diventato realtà!"

A proposito di Pro Patria,quali categorie di ragazze alleni e quali sono i tuoi compiti principali?
"Sono primo allenatore in una under 14 e sono allenatore dei gruppi selezionati under 12 e under 13.
In aggiunta mi occupo della preparazione tecnica dei palleggiatori della nostra prima squadra che milita in serie C ma è formata da ragazze della under 16 e della under 18 eccellenza."




Com'è il rapporto tra te e le tue giovanissime atlete?
Dall'alto della tua maturità anche come persona, ti limiti all'aspetto tecnico o magari dai qualche consiglio, qualche "dritta" anche sul resto?
"Io considero le atlete persone particolari, fuori dal comune: loro hanno deciso di fare sport, principalmente per divertirsi. 
 Ma loro sanno che per divertirsi devono anche impegnarsi tanto. 
La prima cosa di cui loro hanno bisogno è la fiducia delle compagne di squadra e degli allenatori, persone che lavorano tutte insieme per raggiungere lo stesso obiettivo. 
Data la mia giovane età, con le atlete ho un rapporto un po’ più diretto e personale.
In palestra lavoriamo ognuno rispettando il proprio ruolo ma loro sanno che possono contare su di me per una chiacchierata o per un confronto un po’ più personale."

Definiscimi la parola "pallavolo",emozioni e sensazioni.
Tutto ciò che ti fa provare...
"La pallavolo è stata, è e spero sarà ancora una parte fondamentale della mia vita. 
Mi succede fin da piccola, che quando entro in palestra la mia testa riesce a scacciare tutti i brutti pensieri per focalizzarmi solo sulla mia passione.
Quando poi prendo quella palla tra le mani, tutte le preoccupazioni scompaiono e mi sento felice, come se avessi tutto ciò di cui ho bisogno per essere finalmente me stessa. 
La pallavolo mi ha forgiata come adolescente quando giocavo e adesso diventare allenatore è stata la svolta della mia vita.
Ogni giorno in palestra è una lezione di vita, è un’occasione per diventare migliore.
Essendo impegnata con più gruppi di età differenti, ho la possibilità di confrontarmi con molteplici atlete che stanno affrontando fasi della vita diverse. 
Insieme a loro, cresco anche io come persona. 
E poi per me è fondamentale lavorare ogni giorno accanto agli altri coach della Pro Patria, persone di una tale esperienza e competenza, che hanno certamente contribuito a farmi diventare l’allenatore che sono oggi."

Mi hai detto oggi che alcune delle tue ragazze vivono con te, ma com'è che funziona questa cosa?
Cioè com'è la vostra giornata tipo?
"Sì, vivo in un appartamento insieme a quattro atlete che Pro Patria ha selezionato da altre province lombarde.
Di mattina loro vanno a scuola e io vado all’università.
Poi al pomeriggio abbiamo allenamento insieme e alla sera torniamo a casa."
Vivendo a strettissimo contatto con le ragazze ti capita di affezionarti a loro?
"Per loro che in un età particolare come quella dell'adolescenza non vivono a contatto con i loro genitori la figura di educatore in casa e di allenatore in palestra è fondamentale.
Poi io le considero quattro ragazze speciali perchè a 15 anni hanno deciso di andare a vivere lontane da casa per inseguire il loro sogno:giocare a pallavolo in Pro Patria.
Con loro ho uno splendido rapporto e condividiamo qualsiasi cosa ci capiti.
Sta nascendo una bella complicità,ci conosciamo da solo 3 mesi ma ho notato che abbiamo affinità caratteriali."




Ma la bella Martina che ragazza è?
Cosa ti piace della vita oltre al volley?
"Un’altra mia grande passione sono le lingue straniere: conosco lo spagnolo, posso insegnare l’inglese,ho quasi raggiunto il livello madrelingua in tedesco e mi sto laureando in Lingua e Letteratura Tedesca, Russa e Ucraina. 
Adoro inoltre viaggiare, entrare in contatto con nuove culture, scoprire stili di vita diversi da quelli a cui siamo abituati.
Da ogni viaggio mi porto dietro sempre qualcosa che possa arricchirmi a livello personale ed emotivo.
Mia compagna di viaggio immancabile è la musica: ogni canzone è legata a persone, esperienze,momenti particolari della mia vita e quando l’ascolto riaffiorano i ricordi…bellissimo!"

Da come ci siamo parlati oggi ho capito che: sei timida e riservata ma se ti apri aiutooooooo, chi ti ferma più, sei schiva e non ti piace farti fare le foto.
A parte queste cose che ho intuito ti va di descriverti caratterialmente?
"Sì, sono essenzialmente riservata, anche molto determinata a dare sempre il 100% in tutto quello che faccio e in tutti gli ambiti della mia vita. 
Tutto ciò che ottengo è per merito delle mie competenze, del mio impegno e della mia umiltà. 
Sono dove sono, grazie a quello che ho fatto da sola e da ogni esperienza cerco di trarne un insegnamento per migliorarmi come persona.
Tendo a non essere invadente con gli altri, anzi sto sempre sulle mie e lascio che siano i fatti a parlare per me.
Quando c’è da fare qualcosa di nuovo, non mi tiro mai indietro, anzi la routine mi annoia, sono sempre alla ricerca di nuovi stimoli perché penso che nella vita non si finisca mai di imparare.
Sono consapevole di avere dei limiti e delle insicurezze, dovute al fatto che sono sempre stata ipercritica verso me stessa, 
col tempo sto imparando a lasciarmi un po’ più andare.
Ammetto di essere un bel po’ permalosa…ma ci sto lavorando!!"
Ma il fidanzato?
"Ehm…una domanda di riserva?
A parte gli scherzi… Per una come me, impegnata 7 giorni su 7 in palestra con quattro squadre,è complicato trovare una persona che capisca l'importanza della mia scelta di vita e che sia disposta ad accettarla.
Questo significa anche accettare di vedersi solamente in determinati momenti della settimana, magari solamente per due ore,non tutti sono disposti ad accontentarsi di questo. 
 Lo sport non è per tutti, o lo capisci o non è possibile conciliarsi. 
In ogni caso a 23 anni voglio pensare alla mia formazione:pallavolo e università sono due progetti importanti e il mio obiettivo è realizzarmi su questo.
Poi l'uomo che vorrà camminare al mio fianco su questo percorso sono sicura arriverà."

Prima di salutare Martina con l'ultima consueta domanda sul futuro e suoi sogni colgo l'occasione per ringraziarla di cuore e per abbracciarla.
Sei davvero una ragazza unica,strepitosa in ogni cosa che fai.
Conquisti tutti in pochissimo tempo!
Detto ciò,come vedi il tuo domani?
Quali sono i tuoi sogni e le tue speranze?
"Per quanto riguarda il mio futuro, mi piacerebbe portare avanti parallelamente le mie due passioni,le lingue straniere e la pallavolo.
Riuscire a trovare un lavoro che mi permetta di lavorare con le lingue e al tempo stesso di avere spazio per gli allenamenti sarebbe una gran cosa.
Il mio sogno nel cassetto è allenare in Serie A.
Avendo io iniziato molto presto so che è un obiettivo che posso seguire anche se sono consapevole che di strada da fare ne ho ancora tantissima ragiono sul fatto che se il mio impegno costante mi ha portata sin qui non vedo perchè non dovrei puntare ancora più in alto."

All'ambiziosa Martina va un gigantesco in bocca al lupo per tutto.
Sarò lieto di ospitarti ogni volta che vorrai raccontare di te,intanto rinnovo il ringraziamento per avermi concesso di mettere online questo capolavoro assoluto di intervista.




lunedì 4 dicembre 2017

Jana Manojlovic

Jana Manojlovic
(3 Settembre 2003)
Perchè Jana??
Lo so che ve lo state domandando,me lo avete chiesto anche qualche giorno fa quando ho pubblicato su Facebook l'anteprima di questa pagina.
Ho intervistato questa ragazza perchè da qualche tempo sto seguendola praticamente in ogni sua partita e anche se è piccina piccina di età vi voglio dire che promette tecnicamente molto bene.
C'è anche una seconda ragione:Jana emana energia positiva in ogni momento e in ogni situazione.
Ha un entusiasmo che contagia,io che ho la fortuna di conoscerla rimango spesso stupito da come travolge tutto e tutti.
Cominciamo??
Vi va di leggerci?

Come si chiede quando è stato l'esordio nel mondo della pallavolo a una ragazza della tua età??
Credo sia possibile che tu possa rispondermi:"pochi giorni fa" haha
"Ho iniziato a giocare alla fine del secondo anno scolastico perchè devi sapere che anche mia sorella maggiore pratica la pallavolo.
Così pure se non ne avevo voglia un giorno sono andata con lei in palestra e il suo allenatore di allora mi ha chiesto se volevo provare.
Ho avuto paura a rispondere di no e così sono entrata in campo,ho fatto il mio primo allenamento e da allora adoro tutto quello che è volleyball."
Vedo che salti molto eh....
In quale ruolo giochi??

"Sono una schiacciatrice/ricevitrice,sono alta 175 cm e gioco in un club che si chiama Ok Prevalje."
Sei alta 175 cm per adesso,perchè credo che qualche centimetro tu lo possa metter su ancora.
Conosco bene l'Ok Prevalje come società sportiva,è il team dove è nata sportivamente Iza Mlakar.
Ho iniziato a seguirti proprio perchè se ottieni risultati dove sei adesso credo tu sia nella migliore situazione per crescere bene come atleta e come persona.
A questo proposito,hai sempre punteggi e statistiche di ottimo livello(grazie per tenermi aggiornato ogni weekend)e tu fai della pallavolo ogni ragione di vita.
"Esatto!
Quando gioco dimentico tutto il resto e mi concentro solo ed esclusivamente su quello che accade in campo.
Mi sento felice con la palla tra le mani e cerco di dare tutto di me stessa per fare bene e aiutare le mie compagne di squadra."

"Quando gioco mi sento libera,provo gioia e sensazioni che di solito non mi appartengono."
Io so che tu fai parte di una squadra di ragazzine che tanto stanno facendo bene a livello giovanile nella tua Slovenia,ti sei posta qualche obiettivo per i prossimi mesi?
"Si!
Voglio cercare di arrivare alle finali nazionali con il team juniores di cui faccio parte.
Poi se tutto andrà bene mi aspetto la chiamata per entrare nelle selezioni delle ragazze giovani della Slovenia."
Slovenia che negli ultimi anni ha sfornato più che buone atlete.

Mentre pubblico le tue foto che mi hai gentilmente concesso(grazie a te e alla tua famiglia),mi viene da scrivere che sei proprio dolce dolce.
Che tipo di persona sei?
"Sono sempre positiva.
Vedo sempre il bicchiere mezzo pieno nelle cose che faccio e in quelle che mi succedono.
Come ragazza sono normalissima,nel senso che mi piacciono cose come a tutte noi,tipo fare shopping.
Mi piace leggere,soprattutto libri gialli,di storie di crimini."
Ok allora non sei proprio del tutto dolce...
"C'è una cosa che tu non sai:canto in una band!"
Eh????
Canti in una band e non mi hai ancora mandato niente da sentire??
Ti tocca eh,appena puoi voglio sentire le tue corde vocali.
Sarai talentuosa anche in questo.
Giochi e canti,quindi tempo libero occupato immagino.
"Ah si si,il tempo libero lo uso per studiare...."
Già che c'è anche la scuola....
Ultima curiosità,cosa ti aspetti dal domani?
"Nei prossimi anni devo crescere come giocatrice e migliorarmi con la tecnica questo anche perchè come ti ho detto il mio obiettivo è giocare in nazionale.
In parallelo a questo vorrei finire la scuola per poi frequentare qualche prestigioso college.
Però a dirtela tutta oggi la mia priorità resta la pallavolo."
Questo lo avevo ben capito.
La piccola Jana è stata la protagonista di questa bella intervista.
Colgo l'occasione per ringraziare ancora per tutto lei e la sua famiglia.
Scrivo sempre che terrò aggiornati i miei lettori,oggi ancora di più:questa ragazza ha il fuoco dentro e ne sentiremo sicuramente parlare molto nei prossimi anni.
Addetti ai lavori,managers e agenti se siete curiosi di Jana sapete a chi chiedere.





Sabrina Sollaku

Sabrina Sollaku
(13 Maggio 2000)
Ospito oggi con grande piacere la mia amica Sabrina.
Se per voi la parola passione si sposa perfettamente con pallavolo allora siete nel posto giusto.
Seguo questa ragazza da qualche mese e aldilà di comunque pregevoli risultati sportivi di lei mi colpisce la grinta e la carica agonistica.
E' qui con me per tutti voi,buona lettura!

Le domande che ho posto sono più o meno simili alle altre mie interviste,sono le risposte che sono particolarmente toccanti,emozionanti.
Il primo quesito è:quando hai iniziato a giocare a pallavolo e quali sono state le ragioni principali?
"Allora ho iniziato a giocare a pallavolo 6 anni fa (questo è il sesto anno).
Precedentemente praticavo danza,ero solamente una ragazzina timida che si trovava bene a fare i suoi due giorni di ballo alla settimana. 
A scuola avevo come insegnante di educazione fisica un allenatore di una squadra maschile.
Mi ha visto giocare per quel poco che sapevo e mi ha invitato a provare a fare un allenamento nella squadra del mio piccolo paesino.
Molto svogliata mi presento, sempre con la spinta di mia mamma e la sera stessa ero completamente innamorata della pallavolo.
Vedevo le ragazze dell'under 16 attaccare e volevo diventare proprio come loro, mi sembravano dei fenomeni. 
Il giorno successivo ho portato indietro il borsone di danza e il resto tu lo sai già..."
Si,in effetti conosco molto di te e mi piaci davvero molto!

"Continuo a raccontarmi.
Non ero capace ma avevo tantissima voglia di imparare,così i primi tempi sono serviti per focalizzare al meglio i miei fondamentali.
In questo periodo è arrivata la mia prima convocazione con la under 16,io che di anni ne avevo 11....
Non sai quale emozione ho provato.
Sei tu che emozioni Sabrina.
Ma per te,in fondo in fondo,che cos'è la pallavolo?
"Sai,da quando ho iniziato fino ad ora la mia voglia è in netto aumento.
Per me la pallavolo è qualcosa di indescrivibile.
Se dovessi stare male è come se fosse una medicina; regolo la mia vita in base agli allenamenti e alle partite.
Molte persone mi dicono " ma non ti piacerebbe uscire il sabato sera piuttosto che giocare?" Io e rispondo senza neanche dubitare un' istante  "no".
Per me questo sport è carattere, spirito, cuore e testa.
La pallavolo mi ha insegnato a far fronte a situazione di difficoltà. 
Perchè come ti ho detto prima io ero una ragazza molto timida e questo aspetto non mi piaceva per niente ma ora con il volley mi sento una nuova persona, una persona che combatte per ciò che vuole sia in campo sia fuori."
Ecco,allora prima di farti qualche domanda tecnica approfondiamolo questo tuo lato caratteriale.
Ex timida che adesso è davvero una gran bella ragazza,hai acquisito sicurezza nel rapportarti agli altri in questi anni di sport?
"Assolutamente si!
Nella pallavolo non ci sono vie di mezzo e quindi mi 'toccava' essere una ragazza sicura di me.
 È un gioco dove non bisogna mostrare le proprio debolezze ma uscire sempre a testa alta su qualsiasi situazione. E così man mano anche nelle amicizie mi sono aperta e ho permesso agli altri di capirmi/ conoscermi."

Ora ti chiedo di descriverti atleticamente e tatticamente.
"Io è solo due anni  che faccio il libero, ho sempre attaccato siccome ho un braccio forte.
Ho iniziato a fare il libero a metà di due anni  fa per le fasi regionali e da lì non ho piu smesso.
Questo ruolo è stata una scoperta per me. Devo essere il leader della seconda linea e se qualche mia compagna si trova in difficoltà io mi faccio sempre avanti.
Mi piace ascoltare i momenti no delle mie compagne e poter dare qualche piccolo consiglio.
Mettere una ricezione sulle mani del palleggio e uscire con un gioco veloce per me è quasi come se fosse un punto.
 Adoro buttarmi e recuperare qualsiasi pallone, anche quelli che inizialmente ci possono sembrare impossibili.
È una gioia per me sentire magari il pubblico che dice "brava Sabri" o che applaude dopo un tuo recupero perché vuol dire che stiamo facendo qualcosa di davvero significativo.
Vivo la partita azione dopo azione e non mollo mai!"



 Sei una leader,arrivi a me con molto carisma anche se credo tu sia buona di carattere,trasmetti tutto questo anche nel beach volley?
"Beh spero proprio di Si!
Diciamo che mi concentro molto di più sulla pallavolo ma d'estate qualche partitella di beach volley non manca mai.
Due anni fa ho giocato il trofeo delle province rappresentando Bergamo con Letizia Aquilino (che ringrazio tantissimo)e siamo arrivate seconde!
Mentre l'anno scorso ho fatto le selezioni regionali e più avanti ho svolto varie tappe del campionato italiano di beach volley."

Hai qualche atleta che ti ispira particolarmente?
"Si,Stefania Sansonna.
È per me il miglior libero che abbiamo in Italia.
Non solo per le sue doti pallavolistiche che ormai tutti sappiamo ma anche come persona,è sempre umile e sorridente.
Non mi perdo neanche una sua partita è resto tutto il tempo ad osservarla.
È magnifica!"
Quali obiettivi ti sei posta per questa stagione sportiva?
"Per quanto riguarda gli obbiettivi personali di questa stagione spero di migliorare sempre di più e di aumentare il mio bagaglio tecnico.
Questo è l'ultimo anno di under 18 quindi spero ci siano delle soddisfazioni anche in questa categoria.
Con le grandi invece spero che il nostro gruppo continui a rimanere coeso come è oggi,stiamo facendo bene e chi lo sa....magari c'è aria di promozione.
Sono speranzosa e felice.
Voglio solo il meglio per la mia squadra!"

Sei di origini albanesi e dalle tue foto sui social posso dire di capire che sei legatissima alla tua terra.
Com'è vivere nel nord Italia?
La pallavolo ti aiuta a superare barriere che ahimè ancora esistono?
"Si io sono di origine albanese e ne sono tanto legata,ogni anno vado giù due o tre settimane a salutare tutti i miei parenti e amici.
Non mi risulta  strano stare qui perché essendo nata qua direi che mi sono integrata benissimo.
Alla fine qua si hanno maggiori opportunità ma nulla da togliere al mio paese d'origine che però sta facendo passi da gigante!
Nella pallavolo non ci sono differenze etniche o culturali, all'interno di una squadra penso che si debba avere tutte la stessa idea e non si bada a queste piccolezze."
La bella Sabrina cosa fa nella vita di ogni giorno?
"Allora,io sono una studentessa del quarto anno del liceo delle scienze umane qua a Bergamo. 
Oltre alla pallavolo mi piace cantare e ascoltare la musica spesso da sola così riesco ad ascoltarmi e a rilassarmi.
 Non sono fidanzata anche perché ora come ora voglio concentrarmi sulle mie cose:la scuola e la pallavolo,poi magari più tardi ne penserò."
Come ti vedi nel tuo domani??
"Nel futuro mi vedo ovviamente felice con un pallone in mano,ma non solo...
Io vorrei diventare psicologa e svolgere questo mio compito con bambini e ragazzi.
Poi chi lo sa,vorrei trovare un uomo che sappia stare con una come me.
Ho molti sogni nel cassetto ma credo che la mia voglia principale sia quella di migliorarmi giorno dopo giorno in tutto quello che faccio.
Nello sport,nello studio,nella vita."

Raccontiamo Talenti
vi ha presentato
Sabrina Sollaku!
Con questo irresistibile selfie saluto la mia amica e la ringrazio per la disponibilità e per le belle significative parole.
Sabrina vive per la pallavolo e sono sicuro che,data la sua giovanissima età,la sua passione la porterà ad ottenere tanti successi.
Trionfi che io avrò il piacere e l'onore di raccontarvi.