domenica 19 aprile 2020

Marijeta Runjic

Marijeta Runjic

Diamo il benvenuto nel blog a questa nuova amica croata.
Atleta 24enne con un gran potenziale ancora tutto da mostrare,la bravissima Marijeta mi ha raccontato molto della sua vita e della sua carriera sinora.
Premetto sin da ora che scoprirete un vero talento della pallavolo.
Pronti??

Quando hai iniziato con questo meraviglioso sport e quali sono state le ragioni?
"Ho cominciato a giocare a pallavolo quando avevo 7 anni,è passato già molto tempo.
Sai,io provengo da una famiglia piena di atleti:mio padre era un giocatore di basket e poi è stato allenatore;mia mamma è stata una grande giocatrice di pallamano e lo stesso posso dire di mia zia e mia nonna che hanno giocato per la nazionale della Jugoslavia.
Capisci che è proprio nel mio sangue essere un'atleta."

In quali clubs hai militato e dove giocherai la prossima stagione(se già lo sai)?
"Il mio primo club si chiama Trogir ed è la squadra della mia città natale.
Durante la scuola media mi sono trasferita al Kastela.
Qui sono rimasta sin dopo il liceo e poi mi sono trasferita negli Stati Uniti dove ho studiato e giocato per l'Università del Texas a S.Antonio.
Successivamente,dopo la laurea,nel Febbraio del 2018 sono andata a giocare nell'Haladas in Ungheria.
E infine adesso arrivo da due stagioni disputate in Turchia.
Per quanto riguarda la prossima stagione non so ancora dove giocherò:a causa del corona virus devo aspettare che passi la situazione attuale e solo dopo prenderò una decisione."

In che posizione giochi e quali sono le tue qualità di atleta?
"Sono un opposto e in questo ruolo ho giocato in tutti i clubs e in nazionale prima di andare in America.
Laggiù mi hanno addestrata come schiacciatrice ricevitrice anche,e lo stesso è stato fatto durante la mia esperienza in Ungheria.
Però mi sono resa conto che giocare come opposto mi viene molto più naturale e anche in tanti fondamentali sono migliore,come ad esempio nel blocco a muro.
Ecco,il muro è una delle mie qualità oltre che naturalmente all'attacco,mi piace essere utile anche sotto rete.
Questa è una delle cose che mi hanno insegnato al college e che più mi è rimasta impressa.
Il mio servizio invece posso dire sia migliorato notevolmente in Turchia,complessivamente mi sento ora giocatrice completa."
Considerate le tue esperienze in diverse nazioni ti chiedo di raccontarmi come è andata e quali sono le differenze della pallavolo in questi luoghi del mondo.
"Prima degli Stati Uniti ho giocato solamente in Croazia sia da giovanissima che poi con le atlete più grandi.
Ho fatto parte di tutte le selezioni della nazionale sia junior che senior.
Sono stata convocata la prima volta quando avevo 12 anni e da questo in poi ho sempre fatto parte della Croazia.
E' stata una grande esperienza per me,ho adorato viaggiare e giocare molte partite in giro per il mondo.
Proprio per questo quando ero in terza media avevo già deciso di andare al college.
Mi è capitato dopo il liceo di ricevere offerte per andare a giocare in Slovenia e anche in Italia ma la mia testa oramai era negli Stati Uniti e alla laurea.
Se posso raccontarti qualcosa sul college ti dico che mi è piaciuto molto il loro modo di lavorare,mi hanno migliorata sia dentro che fuori dal campo.
E' stata dura non lo nego:avevamo dei programmi di allenamento molto intensi,anche 2 volte al giorno per 3 ore ciascuno.
E in più avevamo corsa  e pesi al mattino presto,attorno alle 6.
Sicuramente tutto ciò ha contribuito notevolmente allo sviluppo del mio corpo.
E' stato anche notevole il numero di partite giocate:pensa che a volte abbiamo avuto due partite in casa e due in trasferta nel corso della stessa settimana.
Dopo il college,come dicevo prima,sono andata in Ungheria ed ero un pò spaventata perchè era la prima volta per me in un club fuori dalla Croazia e non sapevo cosa aspettarmi.
Ho avuto la fortuna di trovare un grande gruppo di ragazze,alcune delle quali sono rimaste amiche e ci sentiamo praticamente ogni giorno,che mi hanno accettata ed aiutata.
Dopo di questo per me tutto è stato facile e ho potuto concentrarmi su quello che mi riesce meglio:giocare a pallavolo."

Arriviamo così alla Turchia...
"Le mie due stagioni in Turchia sono state buone.
Ho amato la Turchia!!!
Penso che hanno un grande campionato,ogni squadra è ben organizzata e con diversi teams molto competitivi.
Cose che rendono la loro lega davvero interessante.
Ho avuto la possibilità di giocare per l'Università di Aydin di Istanbul e imparare molto da molte atlete della Superleague.
Con questa squadra nel Maggio 2019 ho giocato al Koc Fest a Samsun e in Luglio ho preso parte ai campionati europei per le università e dalla Polonia siamo tornate con una bella medaglia d'argento al collo.
Esperienza straordinaria per la quale sono molto grata alla Turchia."
Se siete curiosi di vedere giocare Marijeta cliccando qui potete accedere ai suoi highlights della stagione 2019/2020.

Quali sono i tuoi progetti ed i tuoi obiettivi per i mesi a venire?
"Per il momento ed in attesa della prossima stagione,per prima cosa voglio rilassarmi in famiglia:sono stata più di 8 mesi lontana da casa ed in secondo luogo ovviamente mi preparerò per farmi trovare pronta.
Cerco sempre di andare in un nuovo club nella migliore forma possibile."
Giusto!
Ma se ti chiedo di raccontarmi come sei come persona cosa mi rispondi?
"Quando mi chiedono chi sono mi piace rispondere che sono una giocatrice di pallavolo ma anche una sorella,una figlia,un'amica.
Curiosità su di me?
Conosco 5 lingue...
Non so come sia possibile questo ma apprendere i modi di parlare è abbastanza facile per me.
Mi dicono che ho orecchio per le lingue e la prossima che voglio imparare è il francese:magari se mi chiameranno a giocare in quel campionato sarò aiutata da questo.
Altre cose che amo fare sono guardare un buon film o leggere libri magari di psicologia:come funziona il cervello di un'atleta,cos'è il pensiero e come viene creato ecc.
Oltre alla pallavolo nel mio tempo libero mi piace guardare altri sports,soprattutto il basket in quanto mio fratello è un giocatore e amo andare a tifare per lui sugli spalti.
Mi piace inoltre anche la pallamano.
Vivo vicina al mare,la spiaggia è a 2 minuti da casa mia,quindi in estate adoro andare in spiaggia,nuotare e godermi il sole."

Ecco una bellissima immagine vincente di Marijeta.
A questo punto ti domando del futuro,di come ti vedi tra qualche anno e se hai sogni da vedere realizzati.
"Per il futuro prego solo di essere abbastanza in salute per fare tutte le cose che amo.
Voglio giocare a pallavolo il più a lungo possibile e voglio aiutare le persone attorno a me.
Mi vedo molto con persone attorno,penso non riuscirei a stare tutto il giorno chiusa in un ufficio.
E' sempre difficile pensare al futuro perchè un giorno può cambiare tutto,quindi provo a vivere attimo dopo attimo e quando arrivano le opportunità agendo su di loro.
Certo che ho sogni e obiettivi ma fino a quando non ho la certezza di realizzarli mi piace vivere nel momento ed essere presente in quello che sto facendo."

La tua famiglia!
A loro va un grande abbraccio da parte mia.
Siamo in conclusione,ti lascio la parola per un saluto.
"Grazie a te per l'intervista e per il tempo che mi hai concesso.
E' stato divertente!
Saluto tutte le persone che mi hanno letta qui:thank you,muchisimas gracias,cok tesekkur ederim,hvala puno,grazie mille"

Raccontiamo talenti
vi ha presentato
Marijeta Runjic.
Marijeta grazie davvero dal cuore per questa bella opportunità.
Spero di portarti fortuna e di vederti giocare sempre a più alti livelli.
Te lo meriti sia per le grandissime doti fisiche e tecniche ma anche per la meravigliosa persona che sei.
Grazie anche per la gentile concessione delle foto.
Finisco la pagina con te e tuo fratello assieme,due veri campioni dello sport e della vita.

venerdì 10 aprile 2020

Ekaterina Buscemi

Ekaterina Buscemi

Quanta arte e quanto infinito talento c'è nella mia ospite di oggi.
Con sommo piacere vi presento Ekaterina,giovane attrice ligure ma di origine russa.
Ho scritto attrice ma non è solo questo:seguendola nel mondo social ho potuto notare tantissime altre sue doti e qualità.
Le ho chiesto l'intervista e ora ho l'onore ed il privilegio di poter pubblicare una nuova notevole pagina.
Buona lettura.
Ciao Ekaterina,partiamo dalle tue origini:sei nata in Russia...E poi?
Quando sei arrivata da noi e in quale maniera sei affezionata ad entrambi i mondi,ad entrambe le nazioni?
"Sono nata a Magnitogorsk in Russia e ho vissuto lì fino all'età di cinque anni, poi mi sono trasferita in Italia,paese che amo, ma la Russia mi manca e mi è sempre rimasta nel cuore."
Ti ho vista recitare, ma ho notato anche che sei un'eccellente fotografa,come sei arrivata a essere la splendida talentuosa ragazza che sei?
Che percorso artistico hai avuto e come sono emerse tutte le tue notevoli capacità?
"Troppo buono, davvero.
 La mia passione per la fotografia è nata quando avevo 13 anni e da lì e sempre stata un qualcosa di più di un semplice click, ho lavorato per magazine naturalistici in Canada, esposto in molte mostre museali anche importanti, qui nella mia città,La Spezia. Purtroppo non ho praticato grandi corsi di preparazione, ho solo fatto molta pratica nel corso degli anni e ho sfruttato bene i mezzi che avevo a disposizione che non sono mai stati molti. Devo però dire che ho avuto la fortuna di poter imparare da grandi maestri della fotografia Tony Thorembert,Settimio Benedusi, Jacopo Benassi e molti altri, tutte persone stupende che mi hanno fatto apprendere molto."


:"La ragazza nella nebbia",capolavoro assoluto!
Mi è proprio piaciuto.
Come è nata e come si è sviluppata questa tua esperienza cinematografica?
Che emozioni provi nel riguardarti adesso che il film è arrivato in tv e su Netflix?
"Sono stata trovata grazie ai miei autoscatti e da lì è nata una proposta, ho fatto le mie scelte, sono stata selezionata attraverso un casting e tutto è andato per il meglio, ho trovato un ambiente molto professionale e un team di persone meravigliose.
Durante le riprese mi hanno dovuto fare la tinta anche ai capelli, da bionda a rossa fuoco, mi sono trasformata in una ragazza di 16 anni.
Riguardarmi è sempre un emozione, ma anche un modo per giudicarmi, ho amato il libro, la sceneggiatura e il film, stimo molto Donato Carrisi e tutto il cast che è stato selezionato, peraltro di altissimo livello, ho potuto lavorare con attori e persone eccezionali."

Eh si,libro e film stupendi.
Cast eccezionale formato da grandissimi attori come ad esempio Toni Servillo,Alessio Boni e l'immenso Jean Reno,giusto per citare qualche nome dei protagonisti di un opera d'arte stupenda e coinvolgente.
Consiglio a tutti la visione.


 Cambio argomento e chiedo a Ekaterina dell'altro suo grandissimo talento:la fotografia.
Sei bella,bellissima negli autoscatti ma su 500px ho avuto modo di apprezzare il modo con cui agisci nel magico mondo delle immagini.
Mi racconti come è nata questa tua passione e se ti sta aprendo qualche bella strada nuova?
"E’ nata quando ero adolescente, quando il mio corpo cominciava a cambiare ed io non capivo perchè, così sono nati gli autoscatti, un modo per guardarmi crescere, apprezzarmi, conoscermi, odiarmi e leggermi dentro.
In questi anni gli autoscatti sono stati la mia più grande forza e sono anche stati pubblicati in molti siti, riviste, esposizioni in diverse parti del mondo,tra cui voglio ricordare la mostra presso la Fondazione bancaria Carispezia della mia città,mostra nata tramite l'aiuto di un fotografo della Magnum.
Una bella soddisfazione, non posso negarlo."
:Chi è veramente Ekaterina?
 Ti trovo avvenente ma anche molto dolce.
Mi piacerebbe quindi sapere come sei caratterialmente,che tipo di ragazza sei?
Oltre a questo,come ami passare il tuo tempo libero?
Hobbies e passioni??
"Mi dicono che sono una ragazza molto sveglia e sensibile, ho sempre compreso sin da piccola la fatica e il dolore che può causare la vita, per questo forse sono dolce e molto empatica,ma sono anche forte e determinata, se voglio raggiungere un obiettivo non abbasso la testa, anzi, tiro fuori le unghie.
Amo passare il mio tempo libero con mio figlio Leonardo, quando non c’è mi dedico molto alla lettura, sono una lettrice seriale.
Mi piace molto anche praticare dello sport e fare giardinaggio,poi ovviamente mi dedico molto alla fotografia:la mia più grande passione."
Periodo attuale:non ce ne rendiamo conto ma siamo già tutti nella storia.
Come stai vivendo queste settimane di paura e di quarantena?
"All’inizio come per tutti è stata dura, sembrava iniziasse una storia infinita, ho avvertito fin da subito che dopo niente sarebbe stato più lo stesso.
Non ho avuto difficoltà ad adeguarmi alle regole però, ad ambientarmi.
Mi tengo molto aggiornata, ovviamente non attraverso la televisione, ma dalle informazioni reali, per fortuna mio marito è un giornalista molto ben informato."

Quando tutto sarà passato riprenderemo le nostre vite nel migliore dei modi possibili, hai progetti ed obiettivi da raggiungere?
"Ho in programma una mostra da esporre dal titolo :”La Massoneria”, si tratta di un progetto che porto avanti da molti mesi costituito da ricerche sul campo, lettura e studio delle immagini.
Ho anche avuto un mentore d'eccezione, il Prof. Paolo Barbanente, avvocato e studioso molto importante della massoneria, grande conoscitore della nostra storia locale che è impregnata di tradizione massonica.
Mi è stato anche dato l'incarico di realizzare un workshop sul “selfie” da tenersi nel mese di Giugno,spero si possa svolgere anche perchè sarà la mia prima lezione da insegnante:qualche tempo fa sono stata contattata da una ragazza molto simpatica ed in gamba e ho accettato molto volentieri di prendere parte anche a questo progetto."

Attrice,fotografa e splendida moglie e mamma.
Sono davvero contento di averti qui con la tua contagiosa energia!
Complimenti per tutto quello che fai Ekaterina.

Se guardi più in la nel tempo come vedi la tua vita nel futuro?
Hai sogni da realizzare?
"Si,vorrei essere la mamma perfetta di mio figlio,fare le cose giuste per lui.
Anche se sono consapevole che non sarà facile e che si faranno degli sbagli.
Mi piacerebbe contiunare a recitare in qualche altro film e per quanto riguarda la fotografia vorrei aprire uno studio tutto mio qui a La Spezia."

Raccontiamo Talenti
vi ha presentato
Ekaterina Buscemi.
A Ekaterina va un grande grande ringraziamento per l'immediata disponibilità e per la simpatia con cui ha affrontato le mie domande.
A lei,al marito e al piccolo Leonardo mando un abbraccio gigante.
Dopo aver visto all'opera questa meravigliosa persona non vedo l'ora di aggiornarmi e aggiornarvi scrivendo in futuro dei sicuri successi che Ekaterina avrà nella vita e nella carriera.






venerdì 3 aprile 2020

Anouk Kressler

Anouk Kressler

Anouk!!!!!
La sorellina della mia cara amica Zoë
Si,troverete all'interno di questo blog anche l'intervista a Zoë cantante ed artista meravigliosa,alla quale sono molto affezionato.
Oggi è arrivato il momento della sedicenne Anouk che tanto bene si sta comportando nel mondo della pallavolo e del beach volley.
Classe 2003,posso dire sia dotata sin da ora di classe sopraffina e tanto carisma.
Ecco a voi la sua presentazione.

Ciao Anouk,sei poco più di una bambina ma hai già stupito e colpito chi come me segue le giovani promesse del mondo dello sport.
Ti va di raccontarmi come e quando è iniziata la tua carriera pallavolistica?
"Ciao Luca,ciao a tutti.
Ho cominciato nel mondo del volley nel 2012 e la mia prima squadra è stata il TSV Dudingen.
Prima della pallavolo avevo provato con altri sports come ad esempio il calcio,il basket e la danza.
Ma poi ho deciso che preferisco concentrarmi su quella che ora è la mia attività preferita."
In quale ruolo giochi?
"Sono una palleggiatrice,posizione che mi permette di mettere in risalto le mie doti:penso di essere una giocatrice intelligente e calma.
Questo mi permette la distribuzione dei palloni nel migliore dei modi."

Sembra ieri ma dal 2012 a oggi sono passati tanti anni,tu cosa hai combinato sportivamente parlando in questo periodo?
"Dopo aver giocato da bambina con i Dudingen Power Cats mi sono trasferita all'Edelline Koniz dove sono rimasta per due anni.
Successivamente c'è stato il mio ritorno al Dudingen questa volta però nel roster della squadra che milita in Prima Lega della Svizzera.
Anche in questo club sono rimasta due anni e,ti racconto una cosa,quando mia sorella Zoë si è rotta un dito e contemporaneamente anche la seconda palleggiatrice era infortunata,ha praticamente avuto inizio la mia carriera.
Ho dovuto giocare la final four del campionato svizzero concludendola con un fantastico secondo posto.
Abbiamo giocato la finale contro il Nuc e Laura Girolami allenatrice di questa squadra dopo qualche tempo mi ha chiesto di andare a giocare a Neuchatel appunto per il Nuc nella selezione della NLB.
Ora faccio parte dello starting six di questo team e sto crescendo molto nel ruolo che preferisco."

Dicevo prima di tua sorella,quando l'ho intervistata qualche mese fa mi ha stupito e conquistato per tutte le cose che fa:gioca benissimo a pallavolo ma è assolutamente superlativa come cantante.
(Se siete curiosi di leggere di Zoë cliccate qui)
Com'è il tuo rapporto con lei?
"Zoe è una persona eccezionale.
A Dudingen abbiamo giocato per molti anni assieme,nella stessa squadra.
E' bello avere vicino una persona che mi conosca super bene.
Posso sempre parlarle e raccontarle dei miei problemi.
Lei è più grande di me e quindi devi sapere che è successo tante volte di essere aiutata e consigliata da lei."
Oltre che nell'indoor la dolcissima Anouk si sta ben comportando anche nel beach volley...

Recentemente è stata riconosciuta e premiata come giovanissimo talento dello sport sulla sabbia della nazione elvetica.
Bravissima Anouk!
Ma oltre a questo che tipo di persona sei??
"Ho sempre amato quella che è la mia più grande passione e non posso immaginare la mia vita senza la pallavolo e il beach volley.
Oltre allo sport amo fare cose creative:amo cantare,scattare foto e disegnare."
Ti sei data degli obiettivi per i mesi a venire?
"Voglio cercare di mantenermi in forma per quando partirà la nuova stagione di beach volley e anche per dopo l'estate quando ripartiranno i campionati di pallavolo.
Hai dei sogni?
"Certamente si!
E sono legati al mio mondo,a quello che faccio nello sport.
Quindi ti dico che vorrei migliorarmi per arrivare a giocare al livello più alto possibile.
Luca,ti ringrazio tanto per questa intervista e spero che le mie risposte vadano bene."

Raccontiamo Talenti
ha avuto il grandissimo piacere di ospitare Anouk Kressler.

Anouk grazie a te per la disponibilità e per l'infinita simpatia.
Benvenuta nel mio blog.
Come per tua sorella sarà un grande onore per me poterti seguire e sostenere nei prossimi anni.
Sono certo che il tuo talento ci permetterà di divertirci insieme:tu in campo e io a fare il tifo per la splendida persona che sei.

giovedì 2 aprile 2020

Sara Bencivenni

Sara Bencivenni

Ciao!
Riprendo oggi le pubblicazioni e lo faccio ospitando una persona,una nuova amica che tanto mi ha colpito con il suo grande talento.
Scrittrice con notevoli capacità descrittive ma anche ragazza assolutamente meravigliosa,Sara si è raccontata a me con dovizia di particolari.
Per cui non mi dilungo oltre e lascio a voi la possibilità di leggere tutta la sua bravura.

Mi sono innamorato di come scrivi per cui iniziò dal domandarti quale è stata la molla,la spinta per le quali hai iniziato con questa splendida forma d'arte.
" Questa è la “definizione” che mi sono data per spiegarmi cosa significasse per me scrivere:“Catarsi dell’inchiostro, che sporca il foglio bianco e pulisce me, dentro”.
E’ strano per me citarmi, mi infastidisce anche un po' questa autoreferenzialità ,ma in questo caso mi sembra che non ci sia modo migliore per presentarmi.
Catarsi, oltre a essere una parola il cui suono non smette di ammaliarmi, è il concetto che meglio spiega il modus operandi della mia testa. 
Accade che senta, d’improvviso e senza preavviso, delle immagini, dei suoni e, meccanicamente, qualcosa dentro di me si accartoccia sempre più per rincorrere LA parola, l’unica possibile, l’unica che possa veramente raccontare.
E’ abbastanza sinestetica, in effetti, la mia ispirazione – se così posso chiamarla – e se dovessi spiegarla, direi che è la fisiologica risposta del mio ontologico essere una persona incapace di tenere la mente sgombra dai pensieri.
Quando incappo in una sensazione, la mia mente vi si aggrappa e non ho altro modo per liberarmene che metterla per iscritto.
E’ fondamentale per me l’atto in sé della scrittura, la manualità, la gestualità dell’impugnare, il guardare le parole, le frasi, le storie nascere lettera dopo lettera sotto la mia mano.
Sono quasi totalmente incapace di scrivere al computer, cosa che i miei amici amano sottolineare per prendermi in giro (non scherzo: la mia tesi di laurea è stata prima scritta a mano e poi trascritta!).
Credo che anche questo sia in fondo un aspetto significativo del mio rapporto con la scrittura: lo vedo come una metafora icastica del farsi carne dei concetti attraverso la mia mano e del divenire concetto del mio essere un particolare."
Leggendoti e apprezzandoti ho visto date piuttosto in là nel tempo,quindi ora ti chiedo del quando...
"Il primo grande progetto strutturato, che segna in un certo senso il mio simbolico battesimo all’inchiostro, richiede un considerevole salto nel tempo: avrò avuto forse otto anni quando, con una convinzione di dimensioni decisamente più grandi di me, comunicai a mamma e papà che volevo scrivere un libro.
I miei genitori si erano già da un paio d’anni rassegnati alla smisurata infatuazione per la lettura di una bambina innamorata delle storie, così decisero di assecondarmi ancora una volta.
Ricordo che mi concessero addirittura di usare i fogli buoni, quelli bianchissimi della stampante, spessi e così lisci da sembrare lenzuola di seta; i fogli, insomma, da cui ero tenuta lontana tutti quei pomeriggi in cui mi improvvisavo Picasso con matite e pastelli.
Ho abbandonato la mia opera di debutto abbastanza velocemente e la verità è che di piani così ambiziosi non ne ho più avuti.
Tuttavia, da quel momento ho iniziato a scrivere, a disegnare i miei pensieri con le parole, ogni volta che sentivo il bisogno di farlo, perché alla fine è un bisogno quello che sento quando scrivo.
Di questo si è accorta precocemente la mia migliore amica, che il primo anno di ginnasio mi ha regalato l’oggetto che è poi divenuto il mio inseparabile compagno: un quadernetto con i fiori, arancione – perché l’arancione è il mio colore preferito-  sul quale, mi ha fatto promettere, avrei dovuto scrivere tutti gli scarabocchi che mi frullavano in testa.
Sono passati circa nove anni e, nonostante le pagine disponibili siano ormai da tempo terminate, non so staccarmi da quel cimelio, che continuo a riempire con fogli, foglietti e scontrini."

Scorrere ciò che hai scritto è davvero stato come aprire e sfogliare il tuo diario,ci sono tue creature alle quali sei maggiormente affezionata?
E per quali ragioni?
"Ho dei “personaggi” ricorrenti ma credo che nessuno di loro abbia dei connotati carnalmente personificanti. 
Mi spiego – anzi, ci provo: chiaramente ogni individuo è unico e irripetibile ma – certo, questo dev’essere il frutto della mia deformazione professionale –sono dell’idea che esista un qualcosa di universalmente presente che ci renda capaci di immedesimarci, empatizzare e quindi uscire da sé per entrare in altro.
Ecco, quel qualcosa è quello che provo a raccontare, quel qualcosa sono i miei personaggi."
Sei incredibilmente brava,catturi e tiri dentro.
Hai mai ricevuto proposte per scrivere "ufficialmente" ?
"Nì.
Diciamo che scrivere è la mia più grande passione, il mio sogno.
Se da un lato questo lo rende una cosa meravigliosa, dall’altro si configura un po' come una dannazione.
Sono spesso attanagliata dalla paura di contaminare il mio sogno con la realtà: finché si rimane nel mondo onirico di Morfeo, tutto è possibile, ma quando si mette il piede nel terreno del reale, la possibilità del fallimento diventa vera.
Ho avuto qualche piccola proposta, soprattutto per piccoli articoli di critica, ma per una cosa o per l’altra il coraggio non ha preso il sopravvento.
Tuttavia rimane uno dei progetti e dei desideri più grandi che ho."


Che tipo di percorso studentesco hai avuto?
Scorrendo le tue immagini sui social ho visto un 110 e lode...
"Mi sono diplomata al liceo classico e poi mi sono trasferita per l’università.
L’anno scorso mi sono laureata in filosofia con una tesi sul rapporto fra alterità e trascendenza nel pensiero di Sarte.
Ho amato questo autore, che ho imparato a conoscere proprio nel costruire la mia tesi, probabilmente anche perché mi ha dato l’opportunità di lavorare continuamente in bilico fra due delle mie discipline preferite: letteratura e filosofia.Adesso sto frequentando il primo anno di magistrale in Scienze Filosofiche e ammetto che non vedo l’ora di tornare fisicamente all’università, appena questa strana situazione sarà finita."
A proposito di questo,come applichi la tua sensibile genialità ai giorni che ahimè stiamo vivendo?
"Non è semplice…
 Sono una persona caotica, con pochi schemi e, anche se vivo con la costante voglia di romperli e non rispettarli,so di aver bisogno di qualche paletto esterno che mi aiuti a rimanere sulla strada, o che almeno me la indichi, così che non mi perda in peregrinazioni odissiache (cosa che mi succede molto spesso).
Il venir meno di appuntamenti rigidi produce una strana dilatazione temporale che non corrisponde però alla realtà, così cerco di organizzare le mie giornate meglio che posso.
Sto leggendo tanto, non più del solito, ma più rilassata, studio, cucino, guardo film e studio."
Chi è la bella Sara?
Seppur si intuisce da come ti poni con la scrittura,come sei caratterialmente?
Quali sono i tuoi hobbies e le tue passioni?
"Il gioco dei “tre aggettivi” non mi è mai piaciuto, forse perché ho difficoltà a descrivermi con poche parole, o forse perché sono tante cose diverse a seconda dei momenti e delle persone. 
Senza paura di dire il falso, però, credo di poter dire fuori da ogni prospettivismo di essere una persona molto molto – troppo? –riflessiva e troppo – stavolta senza punto interrogativo – permalosa. 
Messe sul tavolo le carte dei difetti, curiosa è una parola che mi veste bene: amo la musica e per qualche anno ho anche frequentato il conservatorio, mi piace scarrozzarmi in giro la mia reflex e improvvisarmi fotografa, ho una passione smisurata per il mare, il sole è una delle cose che più mi mette di buon umore e, in un’altra vita, avrei probabilmente studiato fisica."
Ti invito a cena,come si conquista la tua attenzione??
Di quali argomenti si parla per farti sentire a tuo agio?
"Come ho già detto, sono estremamente curiosa, quindi catturare la mia attenzione è più una questione di modo che di contenuto.
Le persone giuste sono in grado di rendere (quasi) tutto interessante.
La dialettica, da “filosofa” quale sono, mi eccita praticamente di principio anche se la mia testardaggine può ogni tanto diventare difficile da gestire, soprattutto se ha la sfortuna di incappare in disonestà intellettuali…"

Progetti,sogni e ambizioni.
Come ti vedi proiettata nel tempo,nel futuro?
"Per la serie “cosa vuoi fare da grande” la risposta è voglio insegnare nei licei. 
Credo moltissimo nel ruolo, umano più che didattico, dei docenti e nella scuola come luogo metaforico e non di crescita e formazione.
Certo, la strada e lunga e questi sono ancora gli anni in cui si inizia a diventare grandi senza ancora esserlo del tutto, perciò non ho un’immagine troppo nitida della Sara del futuro.
Sono però certa che il taccuino arancione con i fiori sarà con lei, qualsiasi cosa deciderà di fare."

Raccontiamo Talenti
vi ha presentato
Sara Bencivenni.
Sara,grazie davvero dal cuore per questa bella,bellissima intervista.
Grazie per esserti aperta a me e per avermi fatto emozionare con le tue parole.
Sono certo che lo stesso accadrà con tutti i lettori di questa notevole pagina.

Ti mando un grande abbraccio e invito chi passerà di qua a cercarti in rete e ad immergersi in tutta la meraviglia che sei capace di infondere nelle menti e nei cuori di chi ti legge.